Eccetera. E - Edizioni Il Campano
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Eccetera. E

14.00

Titolo: Eccetera. E
Autore: Luigi Ballerini
Pagine:62
Prezzo: 14,00
Rilegatura: Brossura
Data Pubblicazione: Novembre 2018
Illustrato: no
Dimensioni: 12x23cm
ISBN: 9788865284483
Catalogo: Poesia

 

Luigi Ballerini, poeta, saggista e traduttore, è nato a Milano nel1940 e vive tra Milano e New York. Ha insegnato letteratura italiana moder­na e contemporanea alla NewYork University, alla UCLA e a Yale. Ha tradotto libri di autori americani tra cui Herman Melville, William C. Williams, James Baldwin, Gertrude Stein, Kurt Vonnegut. Come critico si è occupato di Futu­rismo, letteratura d’avanguardia, poesia medie­ vale e contemporanea. Ha curato molte anto­logie bilingui di poesia italiana e americana, tra cui la mastodontica Those who.from afar look like flies (University of Toronto Press, 2017).Tra le sue pubblicazioni di poesia: eccetera . E (Guanda,1972), Che .figurato muore (All’insegna del pe­sce d’oro, 1988), Che oror l’orient (Pier Luigi Lubrina Editore, 1991), Il terzo gode (Marsilio,1994), Stracci shakespeariani (Edizioni di Quasar, 1996), The Cadence of a Neiighboring Tribe, Engli­sh Edition (1997), Uscita senza strada (Edizioni della Battaglia, 2000), Uno monta la luna (Manni Editore, 2001), Cefalonia (Mondadori, 2005, Marsilio, 2013), Se il tempo è matto (Mondadori, 2010), Una dozzina+ 3 (Danilo Montanari Edi­ tore, 2012).Tutte le sue poesie sono raccolte in un Oscar Mondadori a cura di Giuseppe Cava­ torta (2016).

luigiballerini.it

 

Sinossi:

Dunque ecc:euro. «:sollecita una conclusione» mentre E «vuole immediata­ mente riaprire il discorso». Così Ballerini commenta quel punto fermo tra l’eccetera e l’E che ci appare in realtà il vero titolo del libro. Un pun­to fermo che indica una pausa lunga, lunghissima, un silenzio alla Cage. Relativo al silenzio è anche il possibile esistere di una «lunghezza d’onda» plausibile, interpretabile. Scansione di vuoti e pieni situati appena al livello della coscienza. Ma con dietro e dentro la conoscenza della poesia, delle sue tecniche, dei suoi trucchi (anche ignobili), soprattutto delle sue equa­zioni sempre esatte e sempre indimostrabili tra il mondo e il linguaggio. Ballerini ovviamente non aspira a una matematica della poesia, a un teo­rema rigoroso, anche se eccetera. E è una formula algebrica, una speranza razionale. Il discorso da riaprire comincia nella credibilità per assurdo, in una situazione massicciamente negativa, e negativa da entrambi i lati della barricata, quando sarebbe più logico interpretare il senso della nuova poesia come scommessa sull’indicibile, come resa al disordine o al frastuono. Ma appunto la lunghezza d’onda plausibile, relativa al silenzio, è in un’inter­pretazione meno scontata di ciò che si può conoscere non dell’io che parla ma della necessità di «riprendere a fare poesia con la …spazzatura di altre poesie». Un meccanismo che possa funzionare, dopo i Novissimi, dopo il Gruppo 63, ha bisogno di una tensione positiva, di una mappa incisa sulla pagina con tutti i particolari, allo scoperto, senza il sapore dolce della storia privata mescolata ai quiproquo di un diario, di una «:avventura». Ballerini in eccetera.E mi sembra riprendere con molta attenzione il fìlone di una poesia costruita e ragionata,bilanciata tra due pesi mentali, il «corpo ridotto zero» e la «:situazione X», immagini di qualcosa che manca e che viene sottratto al parlare nel momento stesso in cui se ne parla. Spesso i testi di questo libro sembrano costruiti alla rovescia, da un accumulo iniziale a un pro­gressivo depauperamento, dalla composizione alla scomposizione, dal già fatto al da fare. Anche il richiamo alla «autopsia» è rigorosamente mentale, rigorosamente proiettato su un linguaggio morto, applicato a un corpo solo per definizione ancora umano. È qui che la credibilità per assurdo viene evidenziata da una serie di collegamenti-fratture, di traumi lessicali, inca­stri, combustioni sintattiche. È il «cervello tra le mani» che rimanda a una situazione di autocontrollo, ma anche a una situazione di fisicità scomoda, irritante:la situazione x …il centro, il punto di arrivo, probabilmente, di un certo numero di interferenze -ma non le «riaffioranti interferenze neocrepuscolari» che appunto Ballerini ripudia – tra i modelli di scrittura ancora da inventare o verificare in relazione alla scomparsa di un program­ma della neo-avanguardia.

Il che risulta dimostrabile ora, ma non solo pochi anni fa quando questo programma poteva costituire un luogo di partenza e non una formula du­bitativa, un laboratorio e non una porta volutamente chiusa. Si può allora pensare che per Ballerini eccetera.E sia infondo un atto di presenza, un do­cumento personale (anche se mi sembra che il vuoto determinato dalla crisi della poesia sperimentale non tolleri in questo momento una defezione).

L’atto di presenza, il documento personale è invece in eccetera.E la lezione testuale, la verità e la rabbia della lezione testuale. Un luogo di partenza, il laboratorio. [A.S.]

Recensione di Adriano Spatola a eccetera.E,apparsa su Tam Tam, 3-4, 1973.