I Bersaglieri Pisani a Montanara
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....i volontari di Montanara resistettero fino alle 17 del 29 maggio ma non furono in grado di portare a termine con ordine la ritirata accerchiati com'erano dagli Austriaci che avevano sfondato a Curtatone, da quelli che avevano di fronte ed anche dalla brigata Liechstein che facendo un ampio giro li aveva sopresi alle spalle. La mala ritarata ebbe come conseguenza parecchi morti e più di mille prigionieri. Per questo motivo pian piano l'accento si è spostato su Curtatone dove pochi furono i prigionieri e lì sembrò di più la gloria celebrata anche da fior di poeti e letterati. Ma così non fu, anche a Montanara si combatté bravamente col Battaglione Civico Pisano da cui vennero tratti i Bersaglieri Pisani ...
Domenica 22 Gennaio 2012, presentazione del volume alla Villa di Corliano
"I pisani in genere quando pensano alla battaglia di Curtatone e Montanara (29 maggio 1848) si ricordano solo del Battaglione Universitario Toscano, cioè degli studenti e professori dell'ateneo pisano che combatterono a Curtatone. Ma a Montanara combatté un altro reparto di volontari civici il Battaglione Civico Pisano-senese costituito tutto da cittadini volontari di Pisa e di Siena. Da questo battaglione venne tratta una compagnia di bersaglieri che combatté oltre la linea fortificata di Montanara tendendo imboscate agli austriaci ed ostacolandone l'avanzata, ed anche i civici pisani-senesi combatterono con eroismo.
E' per ricordare questo secondo contributo, che per vari motivi è caduto nell'oblio, che Esuli ha scritto questo libro documentando la partecipazione pisana alla battaglia di Montanara. Non per nulla la via della Sapienza si chiama via Curtatone e Montanara per ricordare il duplice contributo della città a questa importante battaglia risorgimentale. Quindi il libro comporta una rilettura, almeno per quanto riguarda la città di Pisa, della battaglia per cui la gloria va divisa equamente fra studenti di Curtatone e civici pisani di Montanara. E poi in realtà le battaglie furono due e separate: si svolsero lo stesso giorno, ma ebbero ore di inizio e di fine diverse e diverso svolgimento. La giornata di Montanara viene ricostruita con i documenti dell'epoca e con le lettere che i combattenti spedivano a casa. Completa l'opera una rassegna di tutti i reparti che combatterono e l'elenco dei gravi errori tattici che ci furono da tutte le parti. Un capitoletto è poi dedicato alle armi da fuoco, fucili e cannoni, dell'epoca tutti poco efficienti tanto che per concludere un attacco si preferiva, non sparare, ma attaccare alla baionetta.
Un quadro veramente impressionante in cui, regolari e civici e studenti, andarono a morire senza batter ciglio per l'unità d'Italia. L'esercito austriaco uscì malconcio dallo scontro e Carlo Alberto poté agevolmente vincere il giorno dopo a Goito."








